LeadHer - Giovannella: Non è una Celebrazione, è una Responsabilità.

Dieci eccellenze, un solo palco: il 4 marzo a Milano ha debuttato LeadHer. Riflettori puntati sulle professioniste che guidano il cambiamento, in collaborazione con La Carica delle 101

di GIOVANNELLA CONDO’

Il 4 marzo, nella cornice della serata LeadHer organizzata da TopLegal, ho avuto l’onore di salire sul palco per conferire un riconoscimento a dieci donne straordinarie. È stato un privilegio autentico essere invitata a premiare professioniste, imprenditrici, manager che, con il loro percorso e la loro visione, stanno contribuendo a ridisegnare i confini della leadership. Dieci storie diverse, dieci percorsi costruiti con determinazione, competenza, visione.

Ma mentre i loro nomi venivano pronunciati, ho pensato che questo momento non fosse – o non dovesse essere – una semplice celebrazione.

Ma una responsabilità.

Premiare dieci donne oggi significa riconoscere il valore che già esiste, che già produce risultati, che già genera impatto. Ma significa anche ammettere che il percorso verso una reale parità di opportunità non è concluso. Se fosse concluso, non avremmo bisogno di eventi dedicati. Non avremmo bisogno di sottolineare che la leadership può avere un volto femminile. Sarebbe semplicemente normale.

Le professioniste che abbiamo premiato non rappresentano una categoria. Rappresentano un metodo. Hanno dimostrato che autorevolezza e ascolto non sono in contraddizione, che la competitività non esclude la collaborazione, che si può guidare un team senza rinunciare alla propria identità. Questo è, secondo me, il punto centrale: la leadership non è imitazione di modelli preesistenti. È capacità di generarne di nuovi.

Nel mondo delle professioni – e in particolare in quello legale e notarile, che conosco da vicino – stiamo vivendo una trasformazione profonda. I modelli organizzativi evolvono, le competenze si ibridano, le strutture diventano più integrate.

In questo scenario, la diversità non è un valore etico astratto: è un fattore strategico. Le organizzazioni che includono prospettive differenti prendono decisioni migliori, sono più resilienti, leggono prima i cambiamenti.

Eppure, i numeri ci ricordano che l’accesso ai ruoli apicali rimane ancora squilibrato. Molte donne entrano nelle professioni con eccellenti risultati accademici. Troppe si fermano prima del vertice. Non per mancanza di merito, ma per barriere spesso invisibili: carichi di cura, modelli culturali, reti relazionali non sempre accessibili.

È qui che il riconoscimento assume un significato più profondo. Non è solo un premio individuale. È un messaggio collettivo: il talento va visto, sostenuto, accompagnato. Ma il cambiamento non può essere delegato solo alle donne. È un tema di sistema. È una questione che riguarda le organizzazioni, le istituzioni, i colleghi uomini, i clienti. Riguarda il modo in cui costruiamo i percorsi di carriera, in cui valutiamo le performance, in cui misuriamo il successo.

Dobbiamo interrogarci su quali modelli stiamo premiando ogni giorno, anche quando non c’è un palco.

Stiamo valorizzando la disponibilità continua o la qualità del contributo? Stiamo confondendo la presenza con l’impatto? Stiamo premiando chi si conforma o chi innova?

Le dieci donne premiate nel progetto LeadHer ci dicono che nesiste un’altra strada: una leadership competente, inclusiva, capace di generare valore economico e sociale insieme. Una leadership che non chiede privilegi, ma condizioni eque.

Il vero traguardo sarà il giorno in cui non parleremo più di “leadership femminile”, ma semplicemente di leadership. Fino ad allora, momenti come questo restano necessari. Non per creare etichette, ma per accelerare un processo. Premiare è un gesto simbolico. Cambiare è un impegno quotidiano. E l’impegno continua oggi e ogni giorno.

Giovannella Condò, notaio e CoFounder di Milano Notai e Founder de La Carica delle 101



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